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4. Le prove di accettabilità

Oltre alle prove tipiche per gli altri tipi di cavi i cavi LS0H vengono sottoposti ad alcune prove descritte dalla Norma CEI 20-37 per verificare la quantità e la qualità di fumi e gas nocivi rilasciati. La prova di emissione di gas corrosivi è schematizzata in fig. 12. Scopo della prova è quello di accertare che i gas che si formano durante la combustione del cavo non contengano quantità di alogeni non accettabili per la salvaguardia di apparecchiature e materiali contenuti nell'ambiente.

Fig. 12 – Prova di emissione di gas corrosivi

Con la prova descritta in fig. 13 si vuole verificare che i gas tossici di combustione emessi dal cavo siano in concentrazione sufficientemente bassa da permettere l'evacuazione dei presenti senza che si manifestino danni fisiologici irreversibili.

Fig. 13 – Prova di emissione di gas tossici

L'opacità dei fumi viene provata col sistema di figura 14. Con la prova si vuole verificare che i fumi sviluppati durante la combustione del cavo siano sufficientemente trasparenti da consentire per un certo periodo di tempo l'evacuazione dell'ambiente.

Fig. 14 - Prova dell'opacità dei fumi

5. Dove usare i cavi LSOH


La Norma CEI 11-17 si occupa della necessità di adottare in particolari situazioni i cavi a bassa emissione lasciando però al progettista la valutazione dei vari fattori di rischio.

All'art. 3.7.04, Provvedimenti contro il fumo, si legge: Allorché i cavi siano installati in notevole quantità in ambienti chiusi con elevata presenza di persone e di difficile e lenta evacuazione, si devono adottare sistemi di posa atti ad impedire il dilagare del fumo negli ambienti stessi o, in alternativa, ricorrere all'impiego di cavi a bassa emissione di fumo. 
All'art. 3.7.0,5 Problemi connessi allo sviluppo di gas tossici o corrosivi, inoltre: “ Qualora cavi in quantità rilevanti siano installati in ambienti chiusi con elevata presenza di persone, oppure si trovino a coesistere in ambiente chiuso, con apparecchiature particolarmente vulnerabili da agenti corrosivi, deve essere tenuto presente il pericolo che i cavi stessi brucino sviluppando gas tossici o corrosivi. Ove tale pericolo sussista occorre fare ricorso a cavi aventi la caratteristica di non sviluppare gas tossici o corrosivi ad alte temperature.

Anche la norma CEI 64- 8 considera il problema quando alla Sezione 751 – Ambienti a maggior rischio in caso di incendio, art. 751.04.3 Prescrizioni aggiuntive per gli ambienti di cui in 751.03 recita: “per i cavi delle condutture di cui in 751.04.2.6 b) e c) si deve valutare il rischio nei riguardi dei fumi, gas tossici e corrosivi in relazione alla particolarità del tipo di installazione e dell'entità del danno probabile nei confronti di persone e/o cose, al fine di adottare opportuni provvedimenti. A tal fine sono considerati adatti i cavi senza alogeni (LSOH) rispondenti alle Norme CEI EN 50266 (CEI 20-22), CEI EN 50267 e CEI EN 50268 (CEI 20-37) per quanto riguarda le prove. Le tipologie di cavo sopra riportate sono conformi alle Norme CEI 20-13, CEI 20-38 e alle Norme CENELEC HD 21.15 (CEI 20-20/15 in preparazione).

 

Di questo tipo di cavi si parla anche nella CEI 20-40 “Guida per l'uso di cavi a bassa tensione” dove, a proposito degli effetti termici, rispettivamente agli art. 5.3.2 ed E.4.4.3, si dice: 

art. 5.3.2
- I cavi devono essere scelti, disposti e installati in modo da non ostacolare la dissipazione del calore e da non costituire un pericolo di incendio per i materiali adiacenti.

a) Nel caso in cui un incendio non abbia origine nei cavi, i cavi stessi possono fornire una fonte di combustibile e un mezzo di propagazione dell'incendio lungo il loro percorso.

In queste circostanze i materiali di isolamento e guaina dei cavi, bruciando, possono dare origine a fumi e gas tossici e corrosivi. Di questo si deve tener conto nelle scelte ed installazioni dei cavi. Nei casi in cui si ritiene che questi fatti costituiscano un rischio, ed in particolare quando è necessario assicurare un'evacuazione sicura dei locali, per es. edifici pubblici, uffici, alberghi, ospedali, ecc., si devono installare cavi con una bassa emissione di fumo e gas corrosivi. In alternativa, i cavi devono essere installati e posti in luogo separato in modo tale che qualsiasi emissione proveniente dai cavi durante un incendio non impedisca l'evacuazione dei locali. Un criterio guida dovrebbe essere richiesto dai costruttori di cavi per la scelta di cavi destinati ad assicurare l'integrità dei circuiti elettrici quando ciò è necessario per la sicurezza della vita delle persone e dei beni in caso d'incendio. 
b) Quando esiste o possa esistere un particolare pericolo per la presenza di atmosfere esplosive o infiammabili, si applicano Regolamenti specifici. I requisiti di questi Regolamenti devono essere tenuti presenti nella selezione del tipo di cavo, della sua portata e dei suoi criteri costruttivi, al fine di garantire la sicurezza nei riguardi dell'influenza esercitata dal cavo.

 

art. E.4.4.3 
- È da evitarsi che i cavi siano coperti o conglobati negli isolanti termici negli edifici. 
- Nei casi in cui il fuoco costituisca un pericolo, la propagazione dello stesso lungo i cavi deve essere impedita mediante l'impiego di opportuni provvedimenti (sbarramenti antifiamma, segregazione) e/o di cavi non propaganti il fuoco nelle condizioni in cui sono installati (Norma CEI 20-35 per cavi installati individualmente, cioè distanziati tra loro di almeno 250 mm, Norma CEI 20-22 per cavi raggruppati) e la emissione di fumi o gas tossici o corrosivi deve essere evitata utilizzando cavi corrispondenti alla Norma CEI 20-38 se non vengano presi opportuni provvedimenti nell'installazione (Norma CEI 11-17). Quando la conservazione dell'integrità del circuito durante un incendio è essenziale per la sicurezza delle persone e delle cose si devono impiegare cavi resistenti al fuoco rispondenti alla Norma CEI 20-36. - Quando esiste o possa esistere un particolare pericolo per la presenza di atmosfere esplosive si applica la Norma CEI 64-2 ove essa prescriva per i cavi criteri di scelta e di impiego più restrittivi di quelli della presente Guida. 
- Anche il calore generato al passaggio di sovracorrenti deve essere valutato.

Citiamo per ultimo le “Linee guida per la progettazione della sicurezza nelle gallerie stradali” dell'ANAS, le quali fornendo indicazioni in termini di impiantistica e sicurezza, recependo la direttiva 2004/54/CE (Requisiti minimi di sicurezza per le gallerie della rete stradale transeuropea), danno indicazioni sull'uso dei cavi LS0H: Tutti i cavi presenti in galleria, indipendentemente dalle condizioni di posa, dovranno essere del tipo non propagante l'incendio e senza alogeni “LS0H” (CEI 20-22, CEI 20-37, CEI 20-38) e con tensione nominale 0,6/1 kV; I cavi che costituiscono i circuiti di emergenza e di sicurezza devono essere rispondenti alla norma CEI 20-45, ovvero del tipo non propaganti l'incendio, senza alogeni (LS0H), tensione nominale 0,6/1 kV e resistenti al fuoco secondo i metodi di prova stabiliti nelle norme CEI EN 50200 e CEI EN 50362 (ad esempio cavi FG10(O)M1);

In pratica non esistono indicazioni normative precise per quanto riguarda l'impiego di cavi LS0H relativamente alle emissioni di gas tossici e corrosivi in caso di incendio ed è lasciata la più ampia autonomia di scelta al progettista stesso. I cavi dell'ultima generazione presentano prezzi e prestazioni abbastanza competitivi rispetto ai cavi tradizionali ed in generale si può dire che questo tipo di cavi trova una adeguata e soddisfacente collocazione nella maggior parte degli ambienti di installazione (fig. 15):

  • Residenziale - I cavi LS0H sono consigliabili, perché aumentano la qualità complessiva dell'impianto, anche nelle abitazioni private ed in particolare quando occorre proteggere beni di particolare interesse artistico o storico o, quando si prevedono problemi per l'evacuazione in caso di incendio, nelle vie d'uscita comuni soprattutto quando lo scorrimento delle persone risulta poco agevole.
  • Terziario – In tutti i luoghi con presenza di pubblico come alberghi, ospedali, scuole, sale cinematografiche, discoteche, banche e centri commerciali.
  • Infrastrutture - Nei luoghi molto affollati come ad esempio nelle metropolitane, negli aeroporti, nelle stazioni, nelle gallerie stradali, nei palazzetti dello sport, ecc
  • Industria - Quando si devono preservare apparecchiature sensibili e costose o si gestiscono particolari processi produttivi.

 

  • Abitazioni private
  • Edifici d’arte o che contengono beni di interesse storico o artistico
  • Vie di uscita comuni 
  • Alberghi
  • Ospedali
  • Scuole
  • Locali di pubblico spettacolo
  • Locali di ritrovo e svago
  • Luoghi di culto
  • Banche
  • Centri commerciali
  • Metropolitane
  • Aeroporti
  • StazioniPalazzetti dello sport
  • Gallerie stradali
  • Industria


Fig. 15 – Tipici luoghi di installazione dei cavi LS0H

6. I tipi di cavo

I cavi di tipo LS0H di bassa tensione sono trattati dalle Norme 20-38 e devono rispondere alle Norme di prova CEI EN 50266 (CEI 20-22), CEI EN 50267 e CEI EN 50268 (CEI 20-37). 
Esempi di cavi LS0H sono i seguenti:

  • Cavi con tensione U 0 /U = 450/750V - N07G9-K, FM9
  • Cavi con tensione U 0 /U = 0.6/1kV - FG7(O)M1, FG7(O)M2, FG10(O)M1, FG10(O)M2.

Gli N07G9-K sono cavi isolati senza guaina con tensione 450/750V e hanno in pratica lo stesso impiego del cavo N07V-K. Con le stesse possibilità di impiego si presenta anche un cavo di nuova concezione a basso impatto ambientale FM9 della ditta Prysmian (fig. 16), attualmente non previsto dalle Norme ma controllato e marchiato dall'Istituto Italiano del Marchio di qualità IMQ.


AFUMEX TM

FM9

IMPIEGO

Idonei in ambienti ove sia fondamentale garantire la massima sicurezza alle persone quali: uffici, scuole, alberghi, supermercati, cinema, teatri,discoteche, metropolitane, edilizia residenziale, ecc. Indicati inoltre per l'installazione fissa entro tubazioni e canali portacavi. Particolarmente consigliati per cablaggi interni di quadri elettrici, sia di distribuzione che d'automazione, per la presenza di apparecchiature e sistemi particolarmente sensibili a fumi e gas corrosivi.


DESCRIZIONE DEL CAVO

ANIMA

Conduttore corda flessibile di rame rosso.

ISOLANTE

Mescola termoplastica tipo AFUMEX

Fig. 16 – Cavo FM9 tipo Afumex PRYSMIAN

Un altro esempio di cavo FM9 450/750 V lo propone la ditta Nexans col marchio registrato Alsecure (fig. 17).

Fig. 17 - Cavo FM9 tipo Alsecure Nexans

Altri cavi, isolati in gomma EPR e con guaina termoplastica di qualità M1 o M2, che si possono trovare sul mercato sono i cavi uni o multipolari, 0,6/1kV, rispondenti alla Norma CEI 20-38, FG7(O)M1, FG7(O)M2, FG10(O)M1, FG10(O)M2. 

7. Le norme CPD

La Direttiva per i prodotti da costruzione, CPD (4) è una direttiva europea che intende creare uno standard europeo dei prodotti di costruzione degli edifici. Nasce nel 1988 con lo scopo di modificare in modo graduale i regolamenti nazionali e le norme tecniche di ciascun paese (CEI in Italia, Din in Germania ANFOR in Francia). La direttiva prevede una classificazione dei prodotti e la formulazione di criteri armonizzati tra loro. Nonostante l'ampia autonomia di ciascun paese nell'imporre per ogni scopo un particolare tipo di prodotto si prevede che tale classificazione porterà ad una semplificazione nella valutazione dei prodotti e nella formulazione dell'offerta e conseguentemente ad una migliore uniformità e competitività dell'offerta stessa. Le norme relative ai cavi, che dovranno essere gradualmente applicate, classificheranno i cavi in base alla loro resistenza e reazione nei confronti del fuoco (tab. 2).

•  Resistenza al fuoco – La resistenza al fuoco prevede una classificazione, in base al tempo in minuti, in cinque categorie, 15, 30, 60, 90, 120 minuti.

•  Reazione al fuoco - Sono state codificate sei categorie dalla A alla F. I cavi più pregiati che sprigionano fiamme, calore e fumo in minime quantità saranno catalogati di classe A quelli meno resistenti al fuoco e che emettono fumi tossici e opachi in classe F.

Classe A ca

Materiale non infiammabile

Classe B ca

Bassa altezza della fiamma e bassa produzione di calore

Classe C ca

Moderata altezza della fiamma e moderata produzione di calore

Classe D ca

Produzione di calore comparabile a quello sprigionato da legname di costruzione in fiamme

Classe E ca

Altezza moderata della fiamma

Classe F

Nessuna richiesta di reazione al fuoco

Tab 2 - Euroclass, classificazione dei materiali in relazione alla loro reazione nei confronti del fuoco

 

Fig. 18 – Test su cavi resistenti al fuoco (Nexans) 

a)Test di non propagazione della fiamma (CEI 20-35) 
b)Test di verifica opacità dei fumi (CEI 20-37/3)
c)Test di non propagazione dell'incendio (CEI 20-22 III) 
d)Test cavi resistenti al fuoco secondo IEC 60331 
e)Test cavi resistenti al fuoco secondo (CEI 20-36/4)

 

 

(4L' AICE - Associazione Italiana Industrie Cavi e Conduttori Elettrici si occupa di mettere in atto le modalità per la completa attuazione della Direttiva Prodotti da Costruzione (CPD) che, destinata ad essere emanata come regolamento, assumerà grande importanza per gli Stati membri. L’Italia è stata uno dei primi Paesi a recepire le Euroclassi della CPD per i cavi elettrici mediante il Decreto Ministeriale 25 ottobre 2007 dal titolo: Modifiche al decreto 10 marzo 2005, concernente “Classi di reazione al fuoco per i prodotti da costruzione da impiegarsi nelle opere per le quali è prescritto il requisito della sicurezza in caso d’incendio” (G.U. 5 novembre 2007, n. 257).

 

 

Fine

27.10.2016
 
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